Rifiuti
Gli oli usati nei forni e nelle friggitrici industriali, o raccolti a livello casalingo, per la maggior parte sono riciclati e destinati poi come mangime per gli animali, o utilizzati per vari scopi dall'industria.
Recentemente si è riusciti ad utilizzre l'olio di frittura esausto per ottenere biodiesel, ma il suo utilizzo è ancora molto raro (per saperene di più:
www.stcgroup.com/estereco;
www.novaol.it).
nei contenitori verdi di vetro/plastica/lattine.
Per ulteriori informazioni sul corretto conferimento delle diverse frazioni della raccolta differenziata vedere la guida al capitolo RIFIUTI - Riciclo
La carta plastificata va buttata nel residuo non riciclabile.
Per ulteriori informazioni sul corretto conferimento delle diverse frazioni della raccolta differenziata vedere la guida al capitolo RIFIUTI - Riciclo
Nei contenitori della plastica.
Per ulteriori informazioni sul corretto conferimento delle diverse frazioni della raccolta differenziata vedere la guida al capitolo RIFIUTI - Riciclo
Certamente si! Per quanto possibile si deve cercare di ridurre il volume dei rifiuti eliminando almeno l'aria, quindi schiacciarle e poi tapparle.
E' preferibile appiattire le bottiglie anzichè "accartocciarle", per due semplici ragioni:
- è un'operazione più semplice per chi la compie;
- le bottiglie appiattite sono più facilmente riconoscibili dai lettori ottici degli impianti di selezione a cui i rifiuti vengono inviati.
sulla Guida al capitolo RIFIUTI - Riciclo sono indicati le principali tipologie di materiali presenti nei rifiuti prodotti in casa con l'indicazione dei relativi cassonetti nei quali conferirli.
La raccolta differenziata comporta un impatto sull’ambiente, che in molti casi è superiore a quello connesso alla raccolta dei rifiuti indifferenziati. I vantaggi ambientali della raccolta differenziata possono essere misurati solo consideranto il ciclo di raccolta-recupero-smaltimento nel suo insieme.
Le batterie di alimentazione di motori, marini e non, e gli oli esausti possono essere conferiti gratuitamente (dai privati cittadini) presso gli ecocentri gestiti da VESTA e situati a Mestre in via Porto di Cavergnago e al Lido in via Malamocco.
Esiste inoltre la possibilità di conferire gratuitamente le proprie batterie al piombo esauste al momento dell’acquisto di una nuova batteria, presso i punti vendita della Grande Distribuzione convenzionati con il COBAT (il Consorzio obbligatorio costituito per assicurare la raccolta e il corretto riciclaggio delle batterie al piombo esauste e dai rifiuti piombosi), elencati di seguito per quanto riguarda quelli presenti nel Comune di Venezia:
CATENA Auchan, Via Don Tosatto, 22- Mestre 30174
BRICOCENTER,Via Pionara, 6 - Mestre
Carrefour,Via E. Mattei 1/A - Marcon 30020
PANORAMA, Via Sartorio Orsato 13/15 - Marghera
Si consiglia comunque di informarsi sempre se presso i rivenditori dove vengono acquistati oli o batterie è attivo il servizio di ritiro del corrispondente prodotto esaurito.
Maggiori info: www.cobat.it; www.coou.it.
Dal centro di raccolta le batterie esauste vengono trasportate in moderni impianti industriali in cui sono dapprima frantumate e poi lavorate
per recuperare le materie prime riutilizzabili e smaltire poi tutto ciò che non è recuperabile. I principali componenti delle batterie sono il piombo, la plastica e l'acido solforico. Dopo la frantumazione delle batterie, questi componenti vengono separati e sottoposti a trattamenti diversi.
L'acido solforico, raccolto tramite canalizzazioni, viene inviato all'impianto di depurazione dove, con l'aggiunta dei necessari reagenti, viene neutralizzato e smaltito. La plastica, polipropilene e PVC, separata per gravità dopo la frantumazione della batteria, viene accuratamente lavata e ridotta in scaglie ed è pronta per essere riutilizzata anche, per esempio, per produrre nuove scatole di batterie.
Il piombo delle batterie è presente sia sotto forma metallica, nelle griglie, che sotto forma di un impasto di sali e ossidi che va sotto il nome di pastello. Separato anche esso dagli altri componenti in seguito alla frantumazione viene avviato ai forni dove con aggiunta di additivi quali il carbonato sodico, trucioli di ferro e carbone viene fuso alla temperatura di circa 800 gradi.
Dai forni si ricava il cosiddetto piombo d’opera che contiene ancora una certa quantità di elementi impuri, quali il rame, lo stagno e l'antimonio. Il piombo d’opera viene rifuso in caldaie e dopo una prima schiumatura, viene sottoposto a trattamenti chimico-fisici diversi per eliminare le impurità e ottenere il piombo o leghe di piombo commerciali.
Nel ciclo di lavorazione delle componenti della batteria esausta, il trattamento del piombo è quello di maggiore rilevanza. Il piombo che oggi trova il principale campo di utilizzo nella produzione di batterie è stato impiegato fin dall'antichità per le sue caratteristiche di resistenza e duttilità.
Di piombo erano fatte le condutture degli acquedotti romani, i telai delle più belle vetrate e alcuni monumenti del Rinascimento utilizzano il piombo per le coperture, come la Basilica di San Pietro e i Piombi di Venezia. Ai giorni nostri oltre che per le batterie il piombo è utilizzato per le sue proprietà di isolante nei pannelli fono-assorbenti, nelle installazioni radiologiche nei reattori nucleari e per proteggere i cavi sottomarini.
Il piombo secondario ottenuto per la maggior parte dal riciclo delle batterie può essere utilizzato esattamente come il piombo ottenuto dal minerale ed ha una sua quotazione sul mercato internazionale determinata dal London Metal Exchange. (www.cobat.it)
Il tetrapack va inserito nelle campane gialle con carta e cartone.
E' infatti stato messo a punto un processo che consente il riciclaggio del tetrapak, costituito da tre strati di materiali diversi non incollati tra loro (carta, PE, alluminio). I tre materiali vengono separati e sono recuperate le fibre di cellulosa separandole da PE ed alluminio con cui viene costituito un materiale chiamato marhalene. Studi di LCA (Analisi del ciclo di vita del prodotto) dimostrano un minore impatto ambientale del t-pak rispetto ai contenitori per liquidi in plastica. Non esistono studi analoghi che confrontino il t-pak con il vetro a rendere, ma quest'opzione è da preferire, soprattutto quando lo stabilimento di imbottigliamento si trova vicino al punto di consumo (vedi esperienza del latte in bottiglie a rendere del Comune di Marcon). Informazioni sul marhalene si possono trovare sul sito www.matrec.it.
Nella Guida al capitolo RIFIUTI - Riciclo, è riportato un box in cui si spiega che fine fanno i rifiuti raccolti.
I materiali contenenti percentuali troppo alte di impurezza (p.es troppa plastica nella carta) vengono respinti dagli impianti di selezione e devono essere smaltiti a carico di VESTA. Per questo motivo è importante fare correttamente il conferimento, altrimenti gli sforzi vengono vanificati e il rifiuto deve poi essere effettivamente buttato tutto assieme (da qui le voci secondo cui "tanto poi va finire tutto assieme")
l'impianto VESTA di Fusina è dotato di una macchina che lacera i sacchi in PE e li separa dall'organico che contengono prima del processo di compostaggio, dopo il quale viene fatta anche una vagliatura per eliminare eventuali residui. Quindi l'organico può essere raccolto con tutti i tipi di sacchi, anche se l'utilizzo dei sacchi in m-bi consente di avere meno scarti di lavorazione.
Ne esistono non sbiancati a basso impatto ambientale (marca oeko-moltex)e biodegradabili in mater-bi, anche se per motivi batteriologici vanno buttati comunque sul secco. Questi tipi sono venduti nei negozi di alimenti bio. I più ecologici sono comunque quelli in cotone lavabili. Saranno messi in palio alcuni di questi pannolini in cotone tra le famiglie che ne faranno richiesta disponibili a sperimentarli.
Non ancora, in collaborazione con COOP ADRIATICA stiamo cercando di estendere la distibuzione su Venezia centro storico.
I vestiti raccolti dalla Caritas vengono vagliati, quelli in buono stato vengono distribuiti a persone in stato di bisogno. le cose non più portabili
vengono utilizzate come imbottiture etc..
Esistono anche dei negozi di vestiario usato per bambini:
Gian Burrasca (bambini 0-14 anni) lu-sa 9-13 lu-ve 17-19 Cannaregio, 2607,
Fondamenta della Misericardia. E' gestito dalla coop soc Macramè
MU (miniusato) (bambini 0-7 anni) vestiti , ma anche giochi e altre cose, a mestre in via querini, 15 tel 041-952900 lu 15.30-19 ma-sa 9.30-12.30 / 15.30-19
Imballaggi:
- Legge 18 aprile 2005, n°62 (Legge comunitaria 2004). Delega il Governo che deve adottare, entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore della legge stessa, uno o più decreti legislativi per dare attuazione alle Direttive comunitarie, tra le quali la Direttiva 2004/12/Ce (Modifiche alla direttiva 94/62/Ce sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio).
Imballaggi alimentari:
- Decreto 30 maggio 2001 n. 267 (Gazzetta ufficiale 6 luglio 2001 n. 155) Regolamento recante aggiornamento del decreto ministeriale 21 marzo 1973, concernente la disciplina igienica degli imballaggi, recipienti, utensili destinati a venire in contatto con le sostanze alimentari o con sostanze d'uso personale
- Regolamento (Ce) n. 1935/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 ottobre 2004 riguardante i materiali e gli oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari e che abroga le direttive 80/590/Cee e 89/109/Cee
Non si ha una lista completa di tali produttori. Sul sito di CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi) www.conai.org, sotto "prevenzione", si trovano alcuni casi di produttori che stanno attuando iniziative volte alla riduzione degli imballaggi nei propri prodotti (gli stessi sono raggruppati nel "Dossier prevenzione 2004").
Le lampadine al neon e quelle a basso consumo, che contengono gas, devono essere portate agli ecocentri di Mestre (Via Porto di Cavergnago) o di Lido (Via Malamocco). Le lampadine a incandescenza possono essere buttate nel secco residuo.
Organico da raccogliere dove è attivato il servizio: area pilota DD Est (in sacchi m-bi con raccolta porta a porta); altre zone indicate sul sito di VESTA dove sono posizionati gli appositi biobidoni stradali. (il sito VESTA cita Giudecca, Murano, Santa Marta, Sacca San Girolamo, San Pietro e San Giuseppe di Castello, Sant'Elena).
Nel rifiuto secco residuo
La confezione va buttata nel rifiuto secco residuo, si tratta infatti di un poliaccoppiato.
Nel rifiuto secco non riciclabile
A questo link trovate le informazioni relative agli elettrodomestici, per i quali un decreto legislativo (in corso di definizione) prevede il ritiro gratuito del vecchio all'acquisto del nuovo (si tratta comunque di recepimento, con grande ritardo, di direttive europee). Sul link trovate anche documenti come approfondimento sul tema.
http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/rifiuti_elettrici/
All'ecocentro oppore chiamare il servizio di asporto dei rifiuti ingombranti.
Indipendemente dalla loro origine nel compost possono essere presenti inquinanti di vario tipo e in diversa concentrazione. Il compost in uscita dagli impianti viene per questo classificato a seconda della qualità e delle conseguente uso cui può essere destinato, come indicato nell'apposita normativa regionale, la Delibera di Giunta Regionale Veneto n.568 del 25 febbraio 2005: "Modifiche e integrazioni della DGRV 10 marzo 2000, n. 766 – Norme tecniche ed indirizzi operativi per la realizzazione e la conduzione degli impianti di recupero e di trattamento delle frazioni organiche dei rifiuti urbani ed altre matrici organiche mediante compostaggio, biostabilizzazione e digestione anaerobica." che definisce le "CARATTERISTICHE DEI PRODOTTI OTTENUTI E CONDIZIONI DI IMPIEGO".
Entro settembre dovrebbero essere stabilite le linee guida (sulla base dell'esperienza pilota di Dorsoduro) da seguire per programmare l'estensione della raccolta a tutto il centro storico di Venezia a partire dal 2006.
Pellicole e lastre fotografiche rientrano tra i rifiuti speciali non pericolosi assimilati ai rifiuti urbani.
Se l'origine è domestica (ho una lastra e la devo buttare via) sono semplici rifiuti urbani e devono essere conferiti al servizio pubblico (in mancanza di un circuito specificio vanno nel rifiuto secco residuo, e non mi pare neppure che una raccolta specifica sia attivata presso gli ecocentri).
Se l'origine è non domestica (p.es. ospedali) questi rifiuti sono classificati come speciali e possono:
- essere conferiti al servizio pubblico (in quanto assimilati agli urbani);
- essere conferiti ad un soggetto autorizzato che ne certifica l'avvio a recupero.
Gli ospedali non sono quindi tenuti a ritirare le vecchie lastre.
Se ci sono dubbi che i fazzoletti possano essere infetti possono essere anche gettati nel rifiuto secco residuo.
Comunque i parametri per il compost prevedono anche la misurazione della presenza di contaminanti biologici