Cambieresti Energia 300X70

Sportello Stilinfo opportunità
approfondimenti
appuntamenti
Home » Notizie » Come scaldare e illuminare una villa con 3 euro al mese

Notizie

18/01/2007 Come scaldare e illuminare una villa con 3 euro al mese

disegno solare


Non è più un'utopia. E neanche una cosa per ambientalisti danarosi e “talebani”, che non badano al portafogli.

Oggi, per quanto riguarda la casa, la rivoluzione tecnologica che ci permette di rispettare l'ambiente a costo competitivo esiste.

690 metri quadri per 3 euro al mese. Un esempio è appena fuori Mestre e GV è andata a vedere. Il succo è che si può scaldare, illuminare e far funzionare tutta l'impiantistica di una casa riducendo quasi a zero l'inquinamento e spendendo - a sistema avviato - una bazzeccola.

Pensate che scaldare la bella villa ritratta nelle foto di questa pagina, con la sua non comune superficie di 690 metri quadrati, costa più o meno 3 euro al mese. Compreso l'acqua calda per la doccia o per lavare i piatti. E l'energia elettrica è gratis. Anzi, meglio: garatisce dei ricavi.

Non siamo nel paese di bengodi e neanche in quello delle meraviglie: siamo in una via laterale della periferia nord di Mestre, a poche centinaia di metri dal Terraglio. Venendo da Carpenedo, lungo via Vallon, la città si è appena "dissolta", lasciando spazio alla campagna, all'altezza del bosco di Carpenedo. «L'abbiamo cercata a lungo, per due anni e mezzo, una casa così in un posto così», dicono i proprietari dell'edificio, Davide Venturoli ed Emanuela Cargnel.

Si può anche se è una ristrutturazione. Sono giovani, hanno tre bimbe - di 3, 7 e 10 anni - e fino a poco tempo fa abitavano in 90 metri quadri. Poi hanno potuto fare il gran salto ma, soprattutto, hanno potuto - e fortemente voluto - farsi una casa ad inquinamento zero e autosufficiente dal punto di vista energetico.

Se vogliamo aggiungerci anche la chicca, hanno ottenuto questo risultato applicando le novità della rivoluzione tecnologica ad una casa già costruita, da ristrutturare. Sì, perché è più facile e meno costoso (anche se tutt'oggi tristemente raro) fare una casa "verde" quando si parte da zero.

Più complicato, e da molti sconsigliato, quando l'edificio c'è già e magari ha 30 anni come la dimora dei signori Venturoli. Per questo la scommessa vinta è doppia.

Il sole, sul tetto, dà energia. Il successo non è stato costruito su un'unica formula "magica", ma su più mattoni che si integrano. Il primo è... sul tetto. Qui lo spiovente sud è stato "tappezzato" con pannelli solari fotovoltaici, quelli che trasformano l'energia del sole in energia elettrica.

8,5 Kilowatt di potenza massima, che alle 14 di un giorno grigio di fine novembre ne fornivano comunque 3. E che, in un anno intero, produrranno circa 10.000 Kilowatt/ora.
Quanto basta per illuminare tutta la casa e alimentare tutti gli elettrodomestici. Ma anche per dare energia all'impianto geotermico, il secondo mattone di questa impresa.

Si scalda con termosifoni e split. Nel giardino della villa, infatti, sono state infisse a 130 metri di profondità due sonde che permettono lo scambio di calore con il sottosuolo. La loro funzione (lo spieghiamo a spanne) è di raccogliere la temperatura costante del sottosuolo (14° per tutto l'anno) e, combinandosi con una pompa di calore (azionata dall'energia fotovoltaica, e quindi a costo e inquinamento zero), di portare in casa il caldo o il fresco.

Caldo o fresco diffusi nell'ambiente grazie alla normale rete dei termosifoni e ad una serie di split (i diffusori d'aria dei condizionatori) piazzati uno per ogni camera. D'inverno i caloriferi garantiscono almeno 40°-45° e, se non bastano, intervengono anche i convettori d'aria. D'estate gli split rilasciano nei locali aria fresca.

Isolamento super, con i muri doppi e i serramenti intelligenti. Questo sistema permette, in primo luogo, di avere i vantaggi della geotermia senza sventrare la casa per installare i sistemi radianti a pavimento o a soffitto. L'ideale per una ristrutturazione, insomma.

Il terzo mattone è più tradizionale (in parte), ma essenziale. Si chiama coibentazione. Cioè isolamento dell'edificio. I Venturoli sono stati fortunati: la casa aveva già muri spessi e doppi, con un'intercapedine in mezzo. Ci hanno aggiunto il "cappotto", il rivestimento esterno in materiale isolante. Alla fine il muro è spesso almeno 40 centimetri. Inoltre i serramenti sono in alluminio, con triplo taglio termico, e i vetri sono a bassa emissività.

Il sole anche per scaldare l’acqua. Quarto: con il sole, e non solo con la terra, si scalda anche l'acqua. Altri pannelli solari garantiscono, anche d'inverno, un buon contributo. Sempre alle 14 di un pomeriggio grigio della scorsa settimana, i pannelli solari termici scaldavano l'acqua, entrata in casa grazie all'acquedotto a circa 5°, fino a 22°. Un'integrazione del sistema, un bel risparmio.

Anche la legna fa la sua parte. Davide Venturoli ci ha aggiunto il suo mattone, il quinto. Nel senso che a tutta quest'impiantistica (realizzata da "La Combustione" di Mogliano Veneto) ha aggregato anche i camini a legna. Ne ha costruiti due, dotandoli di serpentine in cui fare passare l'acqua che poi - scaldata dal fuoco - si porta nella cisterna principale, da 1800 litri.

Così che è quasi un dettaglio la presenza anche di una "normale" caldaia a gas. Una caldaietta, rispetto a quella enorme precedente, che verrà usata solo in caso di emergenza e guasti.

Dulcis in fundo, e siamo al sesto mattone, la villa è stata dotata anche di un impianto per il ricircolo dell'acqua piovana.

L’acqua piovana recuperata sbianca il bucato. Una grande cisterna da 6.500 litri è stata affondata nel giardino e in essa viene convogliata, attraverso i canali di gronda, tutta l'acqua che cade dal cielo e finisce sul tetto. Da lì, poi, filtrata, l'acqua arriva allo sciacquone del water ma anche alla lavatrice: «E siccome non contiene calcare - precisa con soddisfazione la signora Emanuela - il bucato è pulitissimo e morbido».

Va da sé che, quando la cisterna in giardino si svuota, e la pioggia non arriva, scatta un dispositivo che provvede all'approvvigionamento "normale" via acquedotto.

Investiti 130.000 euro: saranno recuperati in sei anni. Ora, siccome tutto questo sistema non si deve al tocco di una fata, veniamo anche al portafogli. «L'intera impiantistica - spiegano i coniugi Venturoli - è costata 130.000 euro. E noi contiamo di ammortizzare l'investimento in circa sei anni».

Intanto (la villa è abitata da pochissimo) la fattura del gas si è quasi azzerata: 6 euro al bimestre. E questo mentre il precedente proprietario spendeva dai 1000 ai 1800 euro a bolletta, senza neppure scaldarsi tanto.

La bolletta elettrica sarà poi azzerata. Anzi, grazie agli incentivi del "conto energia", applicati ai pannelli fotovoltaici, la famiglia Venturoli venderà al Gestore della rete l'energia prodotta sul tetto di casa e sarà premiata della sua scelta con un assegno annuo di circa 5.000 euro. Per vent'anni.

E nel conto va considerato anche il risparmio sulla bolletta dell'acqua.

«A casa mia, per esempio...». «Ma soprattutto siamo fieri - dicono all'unisono Davide ed Emanuela - di aver fatto la nostra parte per difendere l'ambiente. Qualche giorno fa, a scuola, parlavano di tutela della natura contro l'inquinamento. Mia figlia si è alzata e ha detto: “Mio papà e mia mamma, per esempio...”».



Giorgio Malavasi

Tratto da Gente Veneta , no.46 del 2006
vai al sito di GV-online



Logo del Comune di Venezia: scudo con leone che impugna il vangelo aperto; sopra lo scudo il cappello dogale   ] [  Logo dello sportello stilinfo: una farfalla precede la scritta stilino   ] [  Mag Venezia: Finanzia e Solidarietà   ] [  AGIRE, Agenzia Veneziana Energia: sole stilizzato con al centro un ferro da gondola precede la scritta Agenzia Veneziana Energia   ] [  allborg plus punto dk   ] [  Istituto Universitario di Architettura di Venezia: lettere IUAV in verticale; ogni lettera è separata dalle altre con un tratteggio di tre linee   ] [  Laboratorio l'ombrello dp-IUAV: un ombrello aperto precede la scritta verticale laboratorio ombrello    ]